Si è appena concluso Marmomac, la fiera più importante a livello nazionale e non solo, riguardante il mondo lapideo. Espositori italiani e provenienti da tutti i paesi del mondo, si incontrano nel complesso fieristico di Verona che vanta un’area espositiva di oltre 70.000mq suddivisa in 12 padiglioni e 7 aree scoperte.
Quest’anno 1400 espositori circa provenienti da più di 50 paesi hanno accolto oltre 50.000 visitatori; c’erano blocchi, lastre, pavimenti, macchinari e attrezzature esposti con cura e buon gusto.
Il Marmomac non è solo business, ma anche cultura e innovazione, avendo sviluppato e organizzato convegni su diversi argomenti con un’attenzione particolare a due grandi tematiche:
- Innovazione tecnologica e digitale
- Sostenibilità ed economia circolare
Scopriamo di più nel dettaglio.
Innovazione tecnologica e digitale nel settore lapideo: le tendenze emergenti da Marmomac 2025
Alla fiera Marmomac 2025 di Verona, l’innovazione tecnologica e digitale ha avuto un ruolo centrale nel ridefinire i paradigmi del settore lapideo.
Le soluzioni presentate hanno evidenziato un’evoluzione concreta verso la digitalizzazione integrata della filiera, con applicazioni che spaziano dalla modellazione parametrica alla gestione intelligente dei processi produttivi attraverso piattaforme cloud e sensori IoT.
Particolare attenzione è stata rivolta all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per l’ottimizzazione del taglio e della selezione delle lastre, riducendo sprechi e tempi di lavorazione. Inoltre, la realtà aumentata e la visualizzazione 3D in tempo reale hanno aperto nuove possibilità nella progettazione architettonica e nel dialogo con il cliente finale.
Marmomac si conferma così non solo vetrina di eccellenza per i materiali, ma anche osservatorio privilegiato sull’evoluzione digitale del comparto.

Sostenibilità ed economia circolare: il nuovo volto del settore lapideo a Marmomac 2025
Marmomac 2025 ha evidenziato come sostenibilità ed economia circolare siano diventate direttrici strategiche per il futuro dell’industria lapidea.
Le aziende più innovative hanno presentato soluzioni concrete per ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla cava al cantiere. Tra i temi più rilevanti, il riutilizzo degli scarti di lavorazione per la produzione di nuovi materiali compositi, sistemi di depurazione e riciclo delle acque industriali, e processi produttivi alimentati da fonti energetiche rinnovabili.
L’adozione di protocolli di tracciabilità ambientale e certificazioni green dimostra un crescente impegno del settore verso pratiche più responsabili e circolari.
Marmomac è una piattaforma d’elezione per un confronto avanzato tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.
The Plus Theatre: dove la pietra incontra cultura, innovazione e design
All’interno della fiera Marmomac, The Plus Theatre rappresenta il cuore pulsante dell’innovazione culturale e progettuale applicata al mondo della pietra naturale. Situato nel Padiglione 10, questo spazio non è solo un’area espositiva, ma un vero e proprio hub dove professionisti del settore lapideo, architetti, designer e aziende si incontrano per esplorare nuove visioni d’uso del materiale litico.
Diversi contenuti e format lo caratterizzano, fra cui:
- Mostre tematiche come “Fabula Litica – La Foresta Incantata” (edizione 2025) che raccontano la pietra attraverso installazioni, design, ricerca universitaria.
- Sezioni dedicate all’innovazione e tecnologia: ad esempio la mostra “STONE NEXT” che esplora macchinari, processi, materiali avanzati della pietra naturale.
- Talk, workshop e lectio magistralis: temi come design, architettura, innovazione della pietra, economia circolare, tecniche digitali applicate alla pietra.
- Spazi “relazionali”: lounge VIP, wine bar, ristorante all’interno dell’area per favorire incontri e networking








Inoltre è stato reso omaggio al lavoro del regista e artista visivo Yuri Ancarani, la cui poetica ha saputo raccontare con intensità il rapporto tra uomo, lavoro e paesaggio lapideo. Attraverso installazioni ispirate al suo cortometraggio “Il Capo”, l’area espositiva diventa un tributo alla dimensione quasi scultorea del gesto umano nella cava, trasformando il padiglione in uno spazio di riflessione e suggestione, dove la pietra naturale si fa protagonista silenziosa e potente di un racconto visivo contemporaneo.
Qual è l’obiettivo di quest’area speciale della fiera?
The Plus Theatre nasce con l’ambizione di andare oltre la semplice esposizione per diventare un motore di cultura, innovazione e visione all’interno della filiera della pietra naturale. Vediamo i 3 obiettivi principali.
1. Trasformare la pietra naturale da materiale “tradizionale” in strumento di visione, design e innovazione
La pietra naturale ha da sempre un ruolo fondamentale nell’architettura e nell’edilizia, ma oggi The Plus Theatre mira a superare la visione convenzionale del materiale litico come semplice elemento costruttivo o decorativo. L’obiettivo è promuovere una rilettura contemporanea della pietra, valorizzandone le potenzialità espressive, tecnologiche e sostenibili.
In questo spazio, il materiale diventa protagonista di narrazioni progettuali, installazioni artistiche e processi innovativi che ne esplorano nuove forme, texture e applicazioni. L’intento è mostrare come la pietra possa dialogare con le esigenze del design contemporaneo, dalla bioedilizia all’interior di alta gamma, aprendo la strada a soluzioni personalizzate, flessibili e futuristiche. Un passaggio culturale che trasforma la pietra da materia “antica” a risorsa strategica per l’innovazione.
2. Mettere in dialogo la filiera della pietra — dal blocco grezzo alle superfici finite — con architettura, design e ricerca universitaria
The Plus Theatre si propone come un crocevia di saperi, esperienze e competenze, in cui l’intera filiera lapidea viene messa in relazione diretta con il mondo della progettazione e della ricerca. L’idea è creare un ecosistema collaborativo dove produttori, trasformatori, architetti, designer e istituzioni accademiche possano confrontarsi, contaminarsi e generare valore condiviso.
Questo approccio sistemico consente di far emergere nuove sinergie tra chi lavora la pietra e chi la utilizza come mezzo progettuale, favorendo l’evoluzione del prodotto in chiave estetica, funzionale e sostenibile. Inoltre, il coinvolgimento delle università e dei centri di ricerca garantisce uno sguardo critico e sperimentale, capace di anticipare i bisogni del mercato e sviluppare soluzioni all’avanguardia.

3. Offrire un palcoscenico dove non solo “vedere” prodotti, ma “vivere” esperienze, conoscere idee e trend futuri
The Plus Theatre rompe lo schema della fiera tradizionale basata su una mera esposizione di prodotti, per offrire un’esperienza immersiva che coinvolge i visitatori su più livelli: visivo, concettuale ed emotivo.
Ogni elemento – dalle mostre tematiche ai talk internazionali, dalle installazioni ai workshop – è pensato per raccontare la pietra come parte di una visione progettuale più ampia, connessa a temi come la sostenibilità ambientale, l’economia circolare, l’innovazione digitale e il lifestyle contemporaneo. In questo modo, l’area diventa un palcoscenico dinamico dove si sperimentano nuove narrazioni di prodotto, si incontrano trend emergenti e si costruisce una community globale di professionisti ispirati a creare il futuro del settore. È uno spazio dove l’ispirazione si traduce in strategia e dove il valore della materia incontra il potere delle idee.
The Plus Theatre è oggi una tappa imprescindibile per chi vuole comprendere dove sta andando il settore e come restare protagonista nel futuro della filiera.
Marmomac 2025: un bilancio finale
In sintesi, Marmomac 2025 ha consolidato la posizione dell’Italia come leader globale del comparto, offrendo una visione a 360 gradi che abbraccia l’eccellenza produttiva, la ricerca tecnologica avanzata e il profondo valore culturale e artistico della pietra naturale.
Infine c’è il lato mondano, per i visitatori e clienti degli espositori c’è l’imbarazzo della scelta per passare piacevoli serate tra aperitivi, sontuosi buffet o cene in eleganti ristoranti del territorio, zone in cui la cucina e il buon vino non mancano di certo.
Personalmente quest’anno ho partecipato alla serata che Margraf ha organizzato all’interno del proprio deposito lastre di Gambellara, buffet, musica e piacevole compagnia mi hanno fatto trascorrere la serata, che sarebbe stata anche migliore se il tempo fosse stato clemente, infatti l’idea iniziale degli organizzatori era quella di far svolgere l’evento nell’area esterna appena riammodernata, la pioggia ha guastato i piani.
Ma non mancano criticità in questa importante organizzazione. La prima a mio avviso è l’eccessivo costo che le aziende devono sostenere per esporre i propri prodotti, costo che difficilmente può essere ammortizzato dai nuovi contatti che si riescono ad avere e quindi a potenziali nuove commesse. Oggigiorno esistono tanti modi per pubblicizzare i propri prodotti che a parità di costi possono raggiungere un numero infinitamente superiore di utenti. E proprio per questi motivi tante aziende, soprattutto del Veronese, hanno abbandonato la propria partecipazione in favore di un’organizzazione di open days direttamente in azienda, con navette che fanno da spola con la fiera.
Detto questo forse qualche cambiamento dovrebbe essere pensato, coinvolgendo il territorio veronese e non solo. La città di Verona e i suoi dintorni potrebbero essere protagonisti di un fuori salone, come Milano lo è per quello del mobile.
Perché non pensare ad un evento a livello nazionale che coinvolga tutte le principali aree estrattive e produttive, con eventi nel bacino di Carrara, Tivoli, Apricena/Trani? Pensare di coinvolgere operatori del settore che vengono da tutto il mondo e farli spostare nel territorio nazionale con facilità, organizzando spostamenti e soggiorni nelle varie aree, potrebbe essere un modo di allargare l’evento ad interessi più ampi.
Forse questa non è la soluzione, ma di sicuro la preoccupazione che il tempo cancelli una fiera bella e orgoglio del settore è forte, qualche segno di stanchezza la si percepisce dal poco entusiasmo dei visitatori, dagli spazi vuoti che un tempo non c’erano dentro e fuori dai padiglioni, un cambio di marcia va pensato.
Ottimismo e fiducia nel futuro mi fanno pensare che cambiamenti ce ne saranno e in tempi stretti.











